Storia Zen

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🔮Le Sibille e La Runa🔮

Buongiorno anime! 😊
Imparare a riflettere di piú e lamentarsi di meno, ogni tanto serve! Ecco una bellissima storia Zen 😉 Zah

“Un giorno Ryokan venne invitato a recitare dei sutra per i defunti di un tale, e lui, una volta giunto, piuttosto che porsi di fronte agli altarini per il Buddha e per cari estinti del suo ospite come era ed è consuetudine, si mise a declamare guardando la finestra, con sommo sgomento di tutti.
Ora, Ryokan stava sbagliando, stava infrangendo tutte le regole, o stava facendo la cosa più sensata da fare? Egli stava recitando rivolto verso il cielo e la terra, dunque verso quello che in Giappone è considerato il simbolo del Tutto, dell’Universo, della natura di Buddha, e dunque cosa era giusto fare? Ryokan era un folle stravagante o un vecchio saggio?

Quando quotidianamente Ryokan usciva per la questua, si dice si fermasse a giocare volentieri con i bambini. Egli portava sempre nella manica del kolomo delle palle colorate che faceva rimbalzare con i fanciulli che incontrava, instaurando così un giocoso dialogo, che spesso gli faceva dimenticare di proseguire la questua, suo unica fonte di sostentamento. Si trattava forse di un pazzo o di qualcuno che aveva profondamente compreso che l’unico modo sensato di rapportarsi alla vita era quello di giocare con essa, e di giocarci seriamente, come solo un bambino sa veramente fare?
Alla fine della conferenza la persistente pioggia era svanita, e quando per ultimo sono uscito dalla sala, nel chiudere la porta, ho percepito un grande calore e ho avuto la certezza che in molti sono tornati a casa tenendo nel cuore questi versi di Ryokan:

Cessata è la pioggia, il cielo è di nuovo sereno;
se il cuore è puro, tutte le cose sono pure.
Avendo abbandonato il mondo e me stesso,
passo la vita con la luna e coi fiori.”

-Dario Doshin Girolami

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25 Aprile 1945

L’esercito nazifascista si arrende e lascia l’Italia dopo le insurrezioni partigiane a Genova, Milano e Torino, ponendo fine all’occupazione tedesca in Italia: l’evento viene ricordato ogni anno dalla Festa della Liberazione.
Detto ciò é veramente triste e inaccettabile,leggere sui giornali che i giovani di oggi è ancora di una o due generazioni passate, alla domanda : Oggi é il 25 aprile, quindi?  – Segue risposta : Si sta a casa da scuola perché é festa.
-Festa di e per cosa?
Risposta : so che si va a fare la grigliata! …. Ecco una delle tante risposte. Eppure, (sarà perché sono cresciuta in una famiglia dove la guerra é stata sentita e vissuta, o che ho frequentato le elementari dalle tante odiate suore) da bambina in casa, c’era chi ti raccontava la storia vissuta, e già alle elementari ci insegnavano la storia italiana attraverso libri e poesie importanti da studiare a memoria, esempio: Il Piave; La spigolatrice di Sapri; Il 5 Maggio;  tanto per citarne alcune, e suore o non suore arrivavi alla prima media già preparato. Quindi è  un vero peccato che la scuola stessa abbia perso l’usanza di insegnare e inculcare quella che é la storia italiana,sia abbia avuto buone o cattive azioni nel suo percorso. Addirittura in casa mi ritrovo con un quotidiano vecchio come il Cucu, ed il suo giornale allegato il: Calendario della Resistenza – Proviamo a domandare alla generazione attuale che cosa é stata la “Resistenza? “… Bene vi lascio con un pensiero da rivolgere (tra una grigliata e un bicchiere di vino 🍷)  a tutte quelle anime uomoni e anche tante donne, chissà nostri avi forse, che quel giorno morirono combattendo. Ciao  🙂 Zah